Prima udienza e subito un rinvio, per questioni procedurali, nel processo per la morte di Roberto Calvi, l'ex presidente del Ba nco Ambrosiano trovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri, a Londra, il 18 giugno 1982.
Davanti alla Corte d'assise di Roma imputati per concorso in omicidio tra gli altri l'ex cassiere della mafia Pippo Calò e l'uomo d'affari Flavio Carboni.
La vicenda Calvi approda in un'aula di giustizia a oltre 23 anni dai fatti.
Archiviato inizialmente come un suicidio, il caso del banchiere milanese torno' d'attualitaà quando alcune perizie, richieste dalla famiglia, conclusero che si era trattato di omicidio. Secondo i rappresentanti dell'accusa, dietro la morte di Calvi ci sarebbe una serie di intrecci torbidi: la cattiva amministrazione del denaro di Cosa Nostra, affidato al banchiere, il pericolo di rivelazione sui segreti del riciclaggio attraverso il Banco Ambrosiano, e la volonta' dei mandanti di acquisire maggior peso negoziale nei confronti di coloro che erano in rapporti con lo stesso Calvi: massoneria, P2, Ior, referenti politici e istituzionali, enti pubblici nazi onali.
(Euro News)
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