Non accenna a placarsi la rivolta delle periferie francesi.
Dopo lacapitale Parigi gli scontri si allarga no ad altre regioni. Per l'ottava notte consecutiva i mille agenti schierati assieme ai vigili del fuoco hanno dovuto far fronte a lanci di sassi e di bottiglie molotov.
La scintilla della ribellione era partita da Clichy-sous-bois, dopo che due ragazzi erano morti fulminati per aver cercato di sfuggire alla polizia nascondendosi in una cabina elettrica.una cabina elettrica. All'episodio aveva fatto seguito una notte di scontri tra gruppi di giovani e la polizia.
Solo nella notte tra giovedi e venerdi sono stati assaltati edifici pubblici e date alle fiamme più di 500 automobili. Qualcosa che getta nella disperazione gli amministratori locali, come questo sindaco.
"Perché una scuola, perché un'automobile? Non c'è risposta. E' una violenza cieca".
Oltre che a Parigi, la rivolta delle periferie si è estesa anche ad altre città, come Digione, Rouen e Marsiglia, e ora si teme una espansione a macchia d'olio, visto che dal disagio sociale emerge anche qualch e accusa al governo.
"Tutto succede per colpa di Sarkozy", dice un ragazzo di Digione. "Ha detto che ci avrebbe ripuliti, ma noi non siamo spazzatura. E' un altro maggio sessantotto, delle periferie stavolta".
Poco prima dell'alba, nella periferia est di Parigi, i danni più gravi della nottata: 27 autobus del servizio pubblico sono stati dati alle fiamme nel deposito dell'azienda di trasporti, causando danni ingenti.
"Vengo qui tutte le mattine al lavoro.Un disastro del genere è scoraggiante", commenta un autista.
La rivolta divide anche la maggiranza di governo. Contrariamente al ministro dell'Interno, il premier De Villepin ha insistito sulla necessità di "dialogo" con i giovani delle periferie.
(Euro News)
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